calici vichinghi

Un giorno, quando Odino non avrà più preghiere da esaudire, nel Valhalla risuonerà l'eco dei calici vichinghi che traboccano e le poesie che solo l'idromele sa ispirare.

È questa l'idea di aldilà degli antichi popoli norreni, per cui il bere era tutt'altro che un vizio. Al contrario, era un rito sacro durante il quale ogni sorso infondeva energia e forza ai guerrieri, saggezza ai più potenti.

Il calice vichingo, simbolo di status sociale

All'idea di un banchetto vichingo ci si immagina subito una calda taverna, il profumo del vino e intere tavolate di legno ingombre di cibo e bevande. I calici vichinghi non potevano mancare in questo immaginario, che rievoca la realtà dei convivi norreni in cui ogni vichingo aveva diritto ad un calice, di fattura diversa a seconda dello status sociale.

I più famosi sono i corni, utilizzati nei banchetti e corredati da montature in metalli preziosi. Questi erano ovviamente bottino dei maggiori esponenti vichinghi, potenti e forti in battaglia. I calici più comuni erano invece scavati nel legno, poi rinforzati con cerchiature in ferro. Semplici e resistenti, i calici vichinghi perfetti per una bevuta dai guerrieri sulle navi Drakkar.

Una curiosità che non sapevi sui calici vichinghi

Sebbene molto di rado, i vichinghi utilizzavano per i propri calici anche la pietra ollare. Le proprietà di questo materiale avevano una grande capacità: quella di mantenere costante la temperatura dei liquidi. Ovviamente al nord la pietra era più rara, e di conseguenza costosa, motivo per cui le prime bevande sempre bollenti erano un privilegio riservato a pochi.

Le migliori occasioni per bere da un calice vichingo

Avere in casa un calice vichingo da collezione può essere davvero un plus per gli appassionati di storia. Feste a tema, rievocazioni e giochi di ruolo diventano ancora più reali con un calice da cui sorseggiare il prezioso idromele.

Gli stessi vichinghi ne bevevano in quantità, prima e dopo le grandi battaglie, per rinvigorire gli animi. il banchetto era un momento sacro in cui rallegrarsi e ritrovarsi, tutti insieme, davanti alla bevanda degli dei. Acqua, miele e lievito sono tutto ciò che serve per avvicinarsi al divino per chiedere un destino valoroso (o, nel tuo caso, la buona sorte nel gioco di ruolo).

I calici vichinghi nel Valhalla

Ogni buon guerriero che avesse bevuto dal calice vichingo in onore degli dei poteva contare su un posto al banchetto del Valhalla. Lì, davanti alle divinità e al fianco degli altri guerrieri, si sarebbe trascorsa l'eternità bevendo da calici sempre pieni.

I morti in battaglia avrebbero goduto per sempre della compagnia di Odino nella sala a lui dedicata. Un vero onore per ogni vichingo nato e cresciuto nel nome dell'arte marziale, che ha brandito le storiche armi vichinghe sotto l'attento occhio delle Valchirie. A queste divinità minori era delegato il potere di scegliere chi portare al cospetto di Odino, ed erano proprio loro a versare l'idromele nei calici vichinghi dei caduti accompagnati nel Valhalla.

I calici vichinghi da Chiosco delle Streghe

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