
Impossibile resistere al fascino dell’Antico Egitto. Tombe imponenti, divinità dalle sembianze animali e tradizioni che affondano le proprie radici millenni fa conquistano grandi e bambini. La magia di un popolo che ci ha trasmesso più domande che risposte sembra non finire mai.
Mettiamo qualche punto a quello che sappiamo con alla mano le statue egizie di Chiosco delle Streghe. Le origini delle divinità più conosciute potrebbero svelarci più di quanto pensiamo.
Cosa sappiamo davvero delle divinità egizie?
È davvero impressionante pensare che li egizi veneravano un pantheon di oltre 1500 entità. Per quanto diverse tra loro, la maggior parte avevano caratteristiche comuni, come corpo umano e testa animale. Grazie a statue, iscrizioni e testi, sappiamo anche che ciascuna divinità aveva la propria sfera di influenza.
Ogni entità era infatti concepita come incarnazione di concetti astratti, forze naturali o fenomeni quotidiani. Il luogo principale per venerarli era ovviamente il tempio dedicato alla singola divinità, ma anche vasi casalinghi e piccole statue egizie potevano avvicinare spiritualmente dei e uomini, della stessa grandezza di quelle sul nostro shop online. Vediamo insieme le più interessanti.
Bastet: la dea gatta
Essendo le divinità egizie ispirate a quotidianità e animali, non poteva mancare una dea con la testa di gatta. Si tratta di Bastet, divinità celebre nel Basso Egitto. Dea della casa, delle donne e della fertilità, deve la sua celebrità all’animale di cui prende le sembianze. Erano infatti i gatti a proteggere la casa, soprattutto dai topi. I granai rischiavano molto quando vi era un’infestazione, e i gatti erano l’unica speranza.
Pensa che la venerazione nei confronti di Bastet era tale da rendere il rispetto verso i gatti una vera e propria legge. Infrangerla comportava conseguenze indicibili, tra cui anche la pena di morte. La stessa scomparsa di un gatto era pianta da tutta la famiglia, che si radeva le sopracciglia in gesto di lutto e rispetto per la dea. Avere una statua egizia della dea Bastet significa prendere sul serio il culto, onorando gli animali domestici.
Iside, madre del faraone
Anche conosciuta come Regina del Cielo e Madre del Faraone, Iside fa parte della schiera di divinità egizie più celebri del mondo moderno. Il suo nome comprendeva il geroglifico con cui si identificava il trono, spesso raffigurato sulla sua stessa testa. Per questo era anche detta madre del dio: alcune fonti la identificano come personificazione della sovranità del faraone.
Era la stessa Iside ad accogliere il re sulle proprie gambe, facendo di un uomo come gli altri il più potente d’Egitto. Ne sono diretta conseguenza tutte le statue egizie della dea, in cui è spesso in ginocchio come pronta a investire di regalità un nuovo faraone.
Il mito a cui è spesso associata è stato trovato, raccontato per esteso, all’interno di una piramide. Osiride, suo marito, era stato ucciso dall’invidia del fratello Seth. Iside riesce a trovarne i resti, e grazie alla sua magia ricompone il corpo in quella che fu la prima mummia.
Anubi: morte e rinascita
Ad aiutare Iside nel preservare il corpo di Osiride fu lo stesso Anubi. L’antico dio egizio raffigurato come sciacallo ha dal principio conquistato leggende come protettore delle necropoli e dio dell’imbalsamazione.
Le statue egizie di Anubi amano raffigurarlo con in mano la famosa bilancia a cui ogni uomo si troverà davanti, un giorno. A pesare di più sarà il cuore, decretando la morte dell’anima, o la salvifica piuma di struzzo?
Al contrario di quanto si potrebbe pensare, la sua figura non è concepita come negativa. Lo stesso nero di cui è sempre ricoperto Anubi lo dimostra: non rappresenta l’oscurità delle tenebre ma la terra fertile del Nilo, simbolo di rinascita.

Conoscevi già i dettagli delle storie dietro alle statue egizie più famose? Continua a scoprire aneddoti e curiosità con gli articoli e le riproduzioni da collezione di Chiosco delle Streghe.







