
La Grecia è un territorio che dispensa racconti e incanta con le sue leggende. Ripercorriamo insieme le più importanti, quelle che hanno lasciato il segno persino nelle espressioni della lingua italiana. Rispolvera le tue conoscenze di cultura generale e ordina su Chiosco delle Streghe la statua della divinità greca che più ti affascina.
Il fascino intramontabile delle statue greche
Il mondo occidentale non ha mai smesso di guardare all’arte classica con occhi sognanti. Chissà quali imprese sono state cancellate dal tempo, quali leggende hanno perso la voce nei secoli e quali statue greche rimangono ancora sepolte con i propri segreti.
Ciò che sicuramente ha vinto la sfida contro il passare dei secoli sono le storie più intriganti, che oggi ricordiamo nei modi dire e nell’arte scultorea. Basta uno sguardo alla loro perfezione per capire che i greci aspiravano ad essere i migliori. E forse lo sono stati davvero, ai tempi in cui la terra era popolata da semidei, frutto dell’unione tra umani e abitanti dell’Olimpo.
Achille, semidio vulnerabile
Tradizione vuole che Teti, Nereide ninfa del mare, abbia dato alla luce il figlio del mortale Peleo. Le preoccupazioni della madre nei confronti di un destino già scritto portano Teti a prendere misure drastiche sin da quando Achille non è che un bambino.
È ormai conosciuta anche chi non si intende di cultura classica il bagno del Pelide nel fiume Stige, che lo rendono invulnerabile. Peccato che, nell’immergere il figlio, Teti lo tenesse per un tallone: l’unico tratto di pelle rimasto debole, mortale.
A nulla sono valsi gli insegnamenti di Chirone quando il destino ha voluto strappare Achille dal campo di battaglia. Come raccontato nell’Eneide, la freccia di Paride squarcia proprio il tallone di Achille, che nulla può se non avanzare verso i Campi Elisi. Le statue greche di Achille non immortalano però la sua sfortuna, ma il suo valore di soldato e la fedeltà nei confronti dell’amico Patroclo.
Atlante: il peso dell’Universo sulle spalle
Le statue greche dei Titani sono tra le più imponenti mai realizzate. Una fra tutte, tuttavia, riesce sempre a lasciare a bocca aperta: la statua di Atlante, carica del peso dell’Universo. In quanto a punizioni divine, Zeus si rivela sempre il migliore: è stata sua l’idea di questo onore e onere.
La scelta è ricaduta su Atlante non per un caso sfortunato, ma in quanto fu proprio lui a guidare i Titani nella battaglia contro gli dei dell’Olimpo. Chissà cosa sarebbe successo se avesse ottenuto lui, una volta per tutte, il pieno controllo del cielo.
Chi altri potrebbe sorreggere il peso dell’Universo? Forse Ercole, ma solo per il tempo necessario perché Atlante raccolga per lui i pomi d’oro che gli valsero una delle tante fatiche. Imprese titaniche, in tutto e per tutto.
Il Minotauro tra mito e leggenda
A stuzzicare la mente degli scultori più creativi è stata sempre, nel corso dei secoli, la realizzazione di una statua greca capace di rendere l’aspetto mostruoso del minotauro. A dare alla luce la creatura dal corpo umano e la testa di toro è stata proprio la moglie del re Minosse. Pasifae si era infatti unita ad un toro sacro, dando alla luce una creatura, secondo le leggende, mostruosa.
Per nascondere il frutto di un’unione illegittima, Minosse decide di imprigionare il minotauro in un palazzo labirintico. Fu proprio Dedalo a costruirlo, e solo uno riuscì ad entrare, sconfiggere il mostro e uscire: Teseo.
Nonostante le statue greche celebrino spesso Teseo e il minotauro, la salvezza del ragazzo è dovuto ad Arianna. Il filo rosso che collegava lei e l’eroe ha permesso a quest’ultimo di ripercorrere i suoi passi all’indietro, fino a lei.
Queste leggende sono così famose da aver lasciato il segno anche nella nostra lingua. Avere un tallone d’Achille, portare il peso del mondo sulle spalle e perdere il filo sono espressioni che oggi usiamo senza pensare. Onora la loro provenienza con una statua greca che ne racconti il mito: su Chiosco delle Streghe ci sono tutte, dalla più eroica alla più mostruosa.








