
I Celti hanno combattuto con onore per conquistare le proprie pagine di storia. Da sempre tra due fuochi, romani da una parte e germani dall’altra, hanno dovuto guadagnarsi nome e territori secolo dopo secolo.
Si tratta di un periodo lunghissimo, in cui le popolazioni si sono distinte e integrate con le culture europee del tempo. Non sono rare statue romane che ci svelano qualche segreto sui guerrieri, né ritrovamenti che raccontano cosa dovesse indossare un soldato celtico da testa a piedi.
Come diventare un guerriero celtico?
Chi aveva la sfortuna di incontrare un soldato celtico lo capiva da diversi elementi. Il primo tra tutti? Colpi senza pietà, guidati dal puro furor. Come posseduti da divinità inarrestabili, i Celti si scagliavano contro i nemici, terrorizzandoli all’istante.
Diventare un guerriero significava seguire un percorso di addestramento durissimo, che vedeva affiancati insegnamento e prove di forza. Non bastava desiderarlo: per entrare a far parte della casta dei guerrieri, bisognava dimostrarsi all’altezza. Era infatti l’inarrestabile combinazione di abilità e forza in combattimento a fare la differenza, nei riti di passaggio e tra le schiere dell’esercito celtico.
Le caratteristiche dei guerrieri Celti
Che servissero forza e abilità è già chiaro. Ciò che spaventava i nemici, però, non era solo il furore con cui i Celti si presentavano in battaglia. Era qualcosa di più profondo, insito nel loro DNA: una presenza fisica da far tremare anche i più grandi condottieri.
Sotto le cotte di maglia dell’armatura celtica, i guerrieri misuravano un’altezza di ben 170cm, di molto superiore alla media. I romani li descrivono muscolosi e robusti. Questo, unito all’indole irascibile e alla loro passione per bevande dionisiache, li rendeva un popolo molto pericoloso contro cui scontrarsi o scendere a patti.
Armatura celtica completa da battaglia
Dalle popolazioni che hanno incontrato nel corso della storia, i Celti hanno appreso nuove tecniche di fabbricazione delle armature. Prima fra tutte è la cotta di maglia, originaria della Gallia. L’aggiunta di questo elemento ha aggiunto all’intera armatura celtica uno strato di sicurezza in più, oltre che un ulteriore elemento con cui intimidire i nemici… come se gli scudi dipinti e le daghe affilate già non bastassero.
Armi celtiche da attacco
In guerra i Celti potevano contare sull’immensa forza fisica. Non è quindi un caso che le daghe fossero l’arma celtica da attacco preferita. È nel corpo a corpo che i soldati più prestanti danno il meglio di sé, e un’arma dalla lama corta non può che aumentare il livello di letalità del singolo guerriero.
Nel corso dei secoli il fodero diventò indispensabile per le daghe celtiche, sia sul campo che fuori. I foderi si trasformarono infatti un modo per determinare il prestigio del guerriero, così come la sua abilità nel plasmare metalli e pelle. Daghetta e fodero celtico dicono quindi molto del proprio soldato, senza bisogno di fare domande con il rischio di scatenare il suo furore.
Armatura celtica da difesa
L’abilità celtica nel lavorare il metallo non si esaurisce alle sole daghe da battaglia: gli elmi dei guerrieri erano altrettanto spaventosi. La differenza? Non serviva avvicinarsi più di tanto per immaginare quale forza della natura lo stesse indossando. Gli elmi erano infatti spesso forgiati con dettagli del mondo animale, spettrali e mortiferi.
Gli scudi erano ugualmente terrificanti. Anche in questo caso, animali e belve erano raffigurati perché il nemico venisse intimidito. Gli scudi dei guerrieri celtici erano perlopiù di forma ovale o rettangolare, costruiti in pelle e rafforzati da una struttura metallica.
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